Monte Tagliaferro, Alpe Campo, Alpe Sattal

Se penso a quel giorno mi viene in mente che appena ho iniziato a camminare mi sentivo già soddisfatto, in pace con me stesso, come se la giornata mi avesse già regalato tutte le sensazioni che cercavo. Per fortuna ero solo all’inizio e questo benessere non poteva che aumentare. Mi erano appena passati i primi brividi di freddo che ti assalgono appena abbandoni l’abitacolo riscaldato dell’auto, per infilare le zampe dentro i rigidi scarponi, che, nonostante le maledizioni che hanno subito per qualche fiacca ogni tanto, sono comunque il mio “attrezzo” fidato. Facile dare loro la colpa quando li tieni ai piedi per 10 ore e ti sei fermato giusto 4 o 5 volte per mangiare un pezzo di pane e bere qualche goccia ogni tanto, piuttosto che capire che dopo tutto quel tempo inizia a infastidirti anche la più comoda delle Valleverde. L’itinerario per arrivare in cima alla montagna è interessante e un pò impegnativo, occorre orientarsi bene e ci sono dei passaggi un pizzico esposti che danno il giusto tocco divertente (mai tecnicamente difficili però). In base alla propria preparazione e/o ambizione, è possibile rimodulare la gita ponendosi “obiettivi” sicuramente di grande interesse ma più plaisir.
Consigliatissima a tutti è l’escursione all’Alpe Campo, che si trova a 1h 20m dal parcheggio di Pedemonte.

Camminare intorno a questo piccolo “borgo” ti sembrerà di essere all’interno di un dipinto impressionista. Finalmente si trova il classico laghetto che rispecchia i ghiacciai sovrastanti, dopo averlo immaginato e sognato per anni, esso si palesa davanti agli occhi, anzi un po’ più sotto. Ricordo che camminando all’indietro con la fotocamera tra pollici ed indici, per ottenere un effetto da professionista (da foto da rivista intendo), ero salito di qualche metro trovandomi fuori sentiero inciampando su degli arbusti fastidiosi, senza considerare che in realtà che se c’era qualcuno che dava fastidio quello ero io: unico corpo estraneo presente in quel momento, a zonzo, tutto ringalluzzito e in vena di “scoperta”.

Un’altra possibilità è quella di fare un giro all’Alpe Sattal, soluzione, di tutte, la più remunerativa, per due motivi: 1) incontrerete una persona davvero “straordinaria”, 2) vi racconterà della sua scelta ancor più “straordinaria”. Qui si trova la curiosa dimora di Giuseppe che ha costruito il suo “nido” a due ora di distanza a piedi dal paese più vicino, ispirato da una vera e propria vocazione che lo ha portato, a sua detta, a cercare di inseguire il sogno di diventare la persona che è veramente. Logisticamente la giudicherei una situazione non comoda, per noi che prendiamo l’ascensore anche per scendere dal divano. Per lui alla fine è come se fossero “due” rampe di scale. Se non riuscite a fargli visita (peccato perchè vi perdete una persona veramente squisita) potete ascoltarlo in questa radio intervista: https://www.deejay.it/audio/giuseppe-pozzi-allalpe-sattal/512879/, se dopo averlo sentito invece sarete curiosi di conoscerlo di persona date un occhio qui: http://www.alpesattal.com/?ref=DJ-D-L-CC-4 e non dimenticate di portargli i miei più cari saluti!

Partenza: Pedemonte (Alagna Valsesia)

Lunghezza: 2,5 Km (Alpe Campo), 3 Km (Alpe Sattal), 6,5 Km (Vetta Tagliaferro)

Dislivello: 600 mt (Alpe Campo), 750 mt (Alpe Sattal), 1600 mt (Vetta)

Impegno: 2,5/5 (Alpe Campo, Alpe Sattal), 4/5 (Vetta)

Vecchia porta d’ingresso del rifugio Regina Margherita (4554 mt)

 

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