Il monte Ortigara: tra storia e avventura

Il monte Ortigara: tra storia e avventura

Il monte Ortigara: uno scrigno contenente un importantissimo valore storico, situato nell’altopiano di Asiago (fantastica località, a tale proposito dai uno sguardo a questo interessante articolo).

Sui suoi pendii migliaia di giovani si sono affrontati faccia a faccia duramente, divisi solamente da un filo spinato e dalla loro rispettiva nazionalità.

Erano tutti ragazzi, erano giovani e avevano voglia di farsi una vita. Un giorno però hanno dovuto ubbidire alla decisione di qualcuno, una voce ordina loro di svestirsi della loro la libertà per indossare una divisa. Volevano godere di una vita normale, immagino, ma a molti ciò non venne mai concesso!

In battaglia conta l’ “adesso”, al “dopo” ci si pensa poi. Io non so nemmeno cosa voglia dire stare via da casa mesi, a combattere nascondendoti come un topo prendendo ordini da qualcuno che decide, non solo sul destino della nazione, ma anche sul tuo.

Invece sei li, ci credi, te la fai andare bene, magari con l’illusione di guadagnare qualche metro di terreno sul nemico e spostare il confine un po’ più in la.

Oggi nessuno di noi sa cosa si provava ad essere li. Siamo totalmente estranei a quelle sensazioni. Studiamo gli avvenimenti, leggiamo libri e guardiamo documentari ma ce ne stiamo ben distanti da quel sentimento di tristezza che naturalmente ti avvolge quando pensi ai dei ragazzotti che al posto che starsene in giro a spasso sono in mezzo al fango sotto la pioggia con i girini negli anfibi.

Appena hanno un attimo di tregua il loro unico svago è quello di scrivere lunghe lettere alle loro fidanzate che ne attendono il ritorno.

L’ Ortigara era tutto questo. E’ uno dei più importanti rilievi che circondano dell’altopiano di Asiago, è stato lo scenario di un importante capitolo della grande guerra: uno dei più cruenti.

Oggi lì si respira un clima strano, è evidente che l’orologio è rimasto fermo, quando ti trovi in mezzo a quell’ambiente carsico sembra che le “lotte” del 1917 si sono appena concluse, pare di sentire ancora l’odore di polvere da sparo.

Le persone che trovi a far visita sono silenziose, un pò come quando si vanno a portare i fiori al cimitero. Eh si, praticamente un cimitero: a conti fatti, dei 400 mila soldati impiegati sul fronte, 20 mila sono caduti. Dal 1920 sulla cima della montagna in ricordo di quei ragazzi si trova una colonna mozza, portata dagli alpini durante la loro prima adunata nel 1920.

La gita è molto consigliata, si per l’escursione in sè, ma principalmente per il valore storico che possiede. E’ assolutamente percorribile da tutti in quanto non presenta alcuna difficoltà.

Partenza: Piazzale Lozze (paese: Gallio VI, località Campomulo)

Difficoltà: 2/5

Lunghezza: 7 km A/R e 350 metri D+

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *