I giganti della Val Formazza: Blinnenhorn + Rothorn

I giganti della Val Formazza: Blinnenhorn + Rothorn

Un’escursione sicuramente impegnativa, ma il sacrificio si sa che porta sempre bellissime soddisfazioni.

Dal lago di Morasco in circa 1h 40 min si raggiunge il lago del Sabbione, bellissimo ambiente con vista sul panoramica ghiacciaio del Sabbione e la punta d’Arbola.

Proseguendo si arriva al Rif. Claudio e Bruno (2700 mt). Dal rifugio manca ancora un pò (circa 3 km di percorrenza e 600 mt di dislivello) ma si inzia a pensare alla vetta.

Il nostro obiettivo quel giorno era di raggiungere il Blinnenhorn 3.374 mt una montagna di riferimento per le Alpi Lepontine (o Corno Cieco, per via della sommità, che rimane nascosta sino a quando non si è proprio sotto di essa). Dopo il rifugio il percorso continua ad essere facile, come le parti precedenti del resto, bisogna “solo” sopportare un pò di fatica e salire. Prima raggiungiamo il ghiacciaio del Gries (solo da qui riusciamo finalmente a vedere in lontananza la vetta della montagna) e poi proseguiamo per calpestare il punto più alto del Blinnehorn.

Quel giorno che eravamo tutti in forma, allegri e con tanta voglia di strafare, prima di scendere di nuovo a Morasco passando per il ghiacciaio dei camosci quindi per l’omonima piana, completando quindi un fantastico giro ad anello, ci siamo lasciati ingolosire anche dalla montagna vicina: il Rothorn, anch’essa con vetta sopra quota 3mila (3.289 mt per i precisi), già perché alla fine si cade sempre nel guardare i numeri quando si cerca di apprezzare qualcosa. Io per primo.

Siamo sempre legati alle convenzioni stabilite da altri. Sembra che le montagne più belle siano quelle con un’altezza maggiore: è come dire che che il vino più buono è quello con una gradazione più alta. Non è vero! Ma ciò nonostante volente o nolente quel vino sarà probabilmente più famoso di altri, magari buoni ugualmente, ma che non detengono un qualche “primato”. Su questo punto il prossimo obiettivo è quello di andare a scovare, per le prossime esperienze, degli itinerari che prescindono dalla quota e da qualsiasi alto tipo di voto, grado di difficoltà o misura. A questo proposito mi è piaciuta l’idea di Alberto Paleari (una vecchia guardia dell’alpinismo ossolano tuttora in grande attività) di sviluppare una guida dei “3900” più belli delle Alpi, una sorta di simpatica provocazione per trasmettere a ognuno di noi un certo senso di ricerca per incuriosirci su ciò che risulta meno conosciuto.

Lunghezza: 19 km

Dislivello: 1750 mt D+

Impegno: 4/5

Info stradali: Per raggiungere il lago di Morasco, punto di partenza della gita, si imbocca la A26 direzione Gravellona Toce, e poi la statale del Sempione, si esce a Crodo e si prosegue fino a Riale (attenzione al bivio a Baceno, tenere la destra) si raggiunge il lago di Morasco e si parcheggia.

Lago del Sabbione in primo piano e Arbola sullo sfondo
Punta d’Arbola

  

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