RECENSIONE DEL LIBRO: “I sogni non sono in discesa” di Simone Moro

Simone Moro racconta il percorso che l’ha portato al successo vivendo le sfide con intensità e determinazione.

Simone Moro

INVECCHIARE, RACCONTARSI, CONTINUARE A SOGNARE.

Dopo la lettura dell’ultimo libro di Simone Moro mi vengono in mente queste 3 immagini: gli anelli di una catena che sintetizza telegraficamente la filosofia di Simone Moro.

INVECCHIARE: crescere, fare esperienza, maturare. “Il miglior alpinista è colui che invecchia”, sono queste le importanti parole di Riccardo Cassin (uno dei più grandi alpinisti e rocciatori mondiali del ‘900) che Simone si porta sempre nello zaino per affrontare le sue avventure insieme a tutta la sua attrezzatura da alpinista.

Il più forte alpinista è colui che invecchia” (Riccardo Cassin)

RACCONTARSI: lo fa spesso. Quando ritorna da una scalata, o mentre è già in viaggio per la successiva, la sua penna sgorga di narrazioni di tutti gli episodi e delle vicissitudini che hanno condito i giorni di ogni sua spedizione, a prescindere che essa abbia dato un esito trionfale, o che sia terminata con una ritirata.

Le sconfitte insegnano più delle vittorie” (Simone Moro)

CONTINUARE A SOGNARE: ebbene si, Simone non smette mai di farlo. Infatti si definisce una persona piena di sogni. Questi sogni è riuscito sempre a fare in modo che si trasformassero in progetti e molto spesso in risultati. Sognare è gratis quindi è bene farlo in grande.

“Di sogni impossibili non ne esistono, servono solo gambe solide man mano che i sogni si fanno più grandi” (Simone Moro)

Simone Moro: un uomo che prima scala i tiri di roccia più duri, e poi raggiunge per primo la vetta di 4 delle 14 montagne che superano l’altezza di 8000 (O-T-T-O-M-I-L-A) metri durante la stagione invernale, diventa nel frattempo anche pilota di elicotteri per raggiungere un obiettivo insolito, giudicato inizialmente folle: istituire il primo servizio di elisoccorso in Nepal.

Con questo libro Simone ripercorre il cammino che passo passo si è guadagnato e attraverso il quale è diventato un uomo di successo, dove successo sta per: inseguire le proprie passioni e fare di tutto per cercare di viverle con intensità e con impeto divorante. Non racconta una sola esperienza ma riepiloga tutte quelle che, magari, non rappresentando dei veri e propri exploit, l’hanno aiutato in maniera consistente a plasmarsi come uomo e come alpinista.

L’arrampicata sportiva, le salite in Patagonia, le scalate in Himalaya, la perdita del migliore amico, l’importanza dei compagni, i fallimenti che fanno riflettere.

Sono solo alcuni degli ingredienti che compongono questa autobiografia. Riavvolgere la pellicola a cinquant’anni aiuta a fermarsi un attimo per fare un bilancio generale “per non dimenticare il passato”, ci spiega, e “…per trarre spunti allo scopo di innovare anziché replicare”.

Simone Moro: un uomo che prima scala i tiri di roccia più duri, e poi raggiunge per primo la vetta di 4 delle 14 montagne che superano l’altezza di 8000 (O-T-T-O-M-I-L-A) metri durante la stagione invernale, diventando nel frattempo anche pilota di elicotteri per raggiungere un obiettivo insolito, giudicato inizialmente folle: istituire il primo servizio di elisoccorso in Nepal.

“Non smetteranno mai di rotolare a valle i sassi e qualcuno, fastidioso, continuerà a entrare nelle nostre scarpe. Ma, finché ciò accadrà mentre stiamo realizzando i nostri sogni e mettendo le famose crocette, significherà che saremo dannatamente vivi e in fondo sempre grati di aver avuto tutti quei momenti perché nessun grande sogno è mai stato in discesa”. (Simone Moro)

Con questo libro Simone ripercorre il cammino che passo passo si è guadagnato e attraverso il quale è diventato un uomo di successo, dove successo sta per: inseguire le proprie passioni e fare di tutto per cercare di viverle con intensità e con impeto divorante. Non racconta una sola esperienza ma riepiloga tutte quelle che, magari, non rappresentando dei veri e propri exploit, l’hanno aiutato in maniera consistente a plasmarsi come uomo e come alpinista.

L’arrampicata sportiva, le salite in Patagonia, le scalate in Himalaya,
la perdita del migliore amico, l’importanza dei compagni, i fallimenti che fanno riflettere.

Sono solo alcuni degli ingredienti che compongono questa autobiografia. Riavvolgere la pellicola a cinquant’anni aiuta a fermarsi un attimo per fare un bilancio generale “per non dimenticare il passato”, ci spiega, e “…per trarre spunti allo scopo di innovare anziché replicare”.

Una delle ultime interviste dell’alpinista bergamasco

Alcuni consigli dall’esperto:

https://www.gazzetta.it/active/22-11-2019/montagna-alpinismo-ti-affascina-ma-non-sai-dove-iniziare-ecco-consigli-simone-moro-3501377061579.shtml

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