MINIMALISMO E BAREFOOTING

In collaborazione con Wildling Shoes


Che ne sarà delle competenze fisiche e motorie di noi Sapiens?

Attanagliati da uno stile di vita sempre più statico l’uomo negli ultimi tempi ha sicuramente perso tante competenze acquisite nel corso dei millenni e che l’hanno contraddistinto come una “macchina perfetta”.

Un’evoluzione strutturale basata sul nomadismo e caratterizzata dai grandi spostamenti che l’uomo era costretto a compiere,  si sta praticamente annullando. Negli ultimi 100 anni grazie al veloce avanzare del progresso tecnologico, le competenze motorie acquisite dell’essere umano nei precedenti 200 mila anni di sviluppo, stanno subendo una regressione sempre più acuta. Per questo motivo oggi diventa importante riacquisire un’abilità motoria che ci appartiene. Questo è il momento per rimettersi in moto sfruttando e applicando in maniera un po’ più consapevole, le potenzialità innate che abbiamo nel dna.

Camminare a piedi scalzi è un esercizio che permette di riconnetterci con l’istinto umano primordiale, rispolverando la grande abilità della camminata, una competenza che l’uomo, principalmente per necessità, ha sempre accresciuto sfruttando al meglio i propri arti inferiori. Per camminare scalzi oggi è possibile sfruttare l’ausilio delle scarpe minimaliste, ovvero quel tipo di calzature che rispettano la forma del piede concedendo così una camminata totalmente libera, ma no solo: l’utilizzo di una scarpa minimalista infatti è applicabile senza dubbio anche per chi possiede un’attitudine prettamente sportiva.

La corsa naturale

Correre in maniera naturale significa comunicare con il terreno per sentirsi in stretta correlazione con esso e con il proprio corpo. Affacciarsi alla corsa minimalista significa intraprendere un’evoluzione graduale e delicata. Questa attività risulta infatti ben differente da un allenamento eseguito con scarpe da running tradizionali:

Il piede non è protetto quindi mantenere la concentrazione su quello che si sta facendo è fondamentale per sapere esattamente dove mettere i piedi, questo permette di svuotare la mente e pensare solo al “qui ed ora”;
Ogni passo è diverso dall’altro: senza la tradizionale intersuola, l’allenamento è tutt’altro che monotono, ogni metro è diverso dal precedente e questo provoca la necessità di un continuo e costante adattamento della tecnica di corsa;
La corsa minimalista è schietta e sincera: se per qualsiasi motivo non se è riusciti ad entrare in un’intima connessione con il gesto tecnico durante un allenamento, ecco che i piccoli dolori si faranno subito sentire.

Connessione con l’ambiente

Essere in connessione con l’ambiente significa avere un approccio meno impattante possibile nei confronti di un pianeta che non ci appartiene ma che ci ospita generosamente.
Per trovare questa connessione è opportuno intraprendere un processo lento ma deciso dove è importante lasciarsi andare ascoltando le sensazioni che ci avvolgono, cercando di conoscere sempre di più noi stessi. Ogni percorso inizia da un passo, un piccolo grande passo.

Partire con un passo verso sensibilità e introspezione

Partire con un passo significa fare azione, passare dal desiderio alla concretezza: alziamoci e camminiamo! Facciamolo nella maniera che più ci viene naturale, ma facciamolo ascoltandoci.
Un passo può essere fatto in tanti modi, per esempio in maniera minimalista, senza fare troppo rumore e senza cercare sfide o obiettivi che porterebbero solamente a stressarci. Non serve, in questo caso, pianificare allenamenti estenuanti, ma occorre solo vivere la propria vita in maniera più lenta, più silenziosa, più sottile.

Software e Hardware

Il piede è un ricettore incredibile di stimoli, è come se fosse la stanza dei bottoni, dove ad ogni impulso che riceve risponde con un messaggio ben preciso fungendo da connettore tra noi e il sentiero che sta sotto i nostri piedi.
Camminare in maniera minimalista permette di sviluppare un complesso corporeo invincibile. L’ ”hardware” infatti (ovvero la struttura fisica del corpo) irrobustendosi amplificherà le percezioni non solo adattando i nostri piedi e gambe ad essere forti e robusti, ma incrementando anche la sensibilità del nostro conscio e della nostra consapevolezza, due pilastri portanti del “software” (ovvero l’approccio mentale) che possediamo.

Andare seguendo l’intinto

Adesso dobbiamo andare, l’istinto mi chiama e mi sta buttando giù dalla sedia, sta a noi assecondare questo stimolo per continuare ad essere vivi.

Davide Canil

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