Scalare un “4000”: da dove cominciare?

Scalare un “4000”: da dove cominciare?

Mi metto li, in zona laterale. Schivo, in silenzio. Assorto e assopito (con l’occhio da triglia insomma, la frase avrebbe avuto sicuramente in effetto meno bonattiano nel descrivere il mio stato, ma avrei reso più velocemente l’idea) frugo nelle tasche, estraggo la macchina fotografica super compatta, premo ON e nel minischermo dell’aggeggio compare tutta questa roba. Un vero effetto grandangolo, penso, in realtà è solo merito loro, delle Montagne, della loro semplice naturalezza.

Salire il Breithorn occidentale risulta una bellissima escursione alpinistica, per i puristi potrebbe essere considerata poco “fair” se la salita viene fatta con l’utilizzo della funivia, ma per tutto il resto degli amanti della montagna è decisamente una grande opportunità. Attacchi a camminare a 3400 metri di altezza che raggiungi in meno di 10 minuti di orologio. Fai il biglietto della funivia, non fai in tempo a mettere via il borsellino che arrivi alla “partenza” della gita. Di solito a quella altitudine è ora di tornare indietro o addirittura nemmeno ci arrivi fin li (la vetta spesso è molto più in basso), invece in questa scalata, decisamente troppo comoda per gli avventurieri più spinti, diventa, una grande occasione per provare le brezza del mal di montagna. L’impianto di risalita ti farà sicuramente risparmiare moltissime ore di faticoso cammino ma ti tradisce sul lato fisico, il corpo non lo inganni. Esso subisce un vero e proprio trauma, bruciare così tanti metri di dislivello in pochi attimi crea sicuramente un po’ di disagio. Ad alta quota sembra che vi sia minor quantità di ossigeno, in realtà quello presente nell’aria (che a qualsiasi altezza corrisponde al 20 % del’aria totale) viene “metabolizzato” più difficilmente dai polmoni che sono costretti a fare gli straordinari per svolgere una funzione molto più intensa del solito, per assimilare il “carburante” che a certe quote transita nei polmoni più difficilmente per effetto di una minore pressione barometrica.

Come dicevo all’inizio la gita al Breithorn è consigliatissima a chi volesse cominciare a frequentare l’alta montagna per vari motivi :

1) Innanzitutto si misura e si consolida la propria formazione alpinistica, ovvero si mette in pratica quanto acquisito in precedenza al corso di formazione che per forza di cose occorre sostenere per fare proprie le giuste conoscenze. Ci sono tante possibilità per imparare a muoversi in sicurezza, dai corsi organizzati dalle sezioni C.A.I., agli insegnamenti delle guide alpine, i professionisti della montagna.

2) Si fa pratica con gli “attrezzi del mestiere” (non servono poi tanti così tanti oggetti per iniziare, a tal proposito guarda l’articolo sul materiale a questo link). Si impara ad indossare i ramponi e quindi a prendere confidenza con questi ultimi, non è difficile, ma vi sfido a terminare la gita senza qualche buco nei pantaloni all’altezza delle caviglie, le prime volte spesso si inciampa. Piuttosto attenzione soprattutto a non calpestare la corda con le punte aguzze, per i pantaloni pazienza, ma la corda è meglio mantenerla integra!

3) Si mette alla prova il proprio fisico all’effetto dell’altitudine. Questo aspetto è molto soggettivo, ognuno reagisce a modo suo: non importa tanto se si è atleticamente allenati o meno, è un aspetto variabile da persona a persona, a meno che non ci sia acclimatati un pochino nei giorni precedenti. Infatti durante le settimane precedenti è consigliato effettuare alcune escursioni sopra i 2500/3000, in questa maniera il corpo memorizza la quota e l’impatto con il fatidico muro dei 4000 metri risulta sicuramente più soft.

Ok, la predica è finita, andate in…Montagna!

Partenza: Plateau Rosa, (funivia da Cervinia- AO)

Lunghezza: 5 km, e 750m D+

Impegno: 2/5 per la camminata, 3,5/5 per la quota

Difficoltà: F (la scala alpinistica è composta in ordine crescente di difficoltà in questo modo: F=Facile, PD=Peu Difficile, AD=Assez Diffcile, D=Difficile, TD=Tres Dificile, ED=Extremament Difficile)

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ENGLISH VERSION

I put myself there, in the side area. Aside, in silence. Absorbed and drowsy (with a look like mackerel in short, the sentence would have had less effect in bonatti style in describing my status, but I would have made the idea faster) rummaged in my pockets, I take the super compact camera, I press ON and All this stuff appears in the miniscreen of the gadget. A true wide-angle effect, I think, is really only about them, of the Mountains, of their simple naturalness.

Climbing the western Breithorn is a beautiful mountaineering excursion, for purists it could be considered a little “fair” if the climb is done with the use of the cableway, but for all the rest of mountain lovers is definitely a great opportunity.

You start to walk to 3400 meters of height that you reach in less than 10 minutes of clock. Make the cable car ticket, you do not have time to put away the purse that arrives at the “departure” of the trip. Usually at that altitude it is time to go back during a mountain trip or even you get there even (the peak is often much lower), but in this climb, definitely too convenient for the most pushy adventurers, it becomes a great opportunity to try the mountain sickness breeze.

The ski lift will surely save you a lot of hours of hard work but it betrays you on the physical side, you can’t  deceive your body. It undergoes a real trauma, burning so many meters in altitude in a few moments certainly creates a bit ‘of discomfort. At high altitudes it seems that there is less oxygen, in fact the one present in the air (which at any height corresponds to 20% of the total air) is “metabolized” more difficult by the lungs who are forced to work overtime to perform a function much more intense than usual, to assimilate the “fuel” that at certain altitudes passes through the lungs more difficultly due to a lower barometric pressure.

As I said at the beginning the trip to the Breithorn is highly recommended to those who want to start to attend the high mountains for various reasons:

1) First of all, you measure and consolidate your own alpine training, that is, you put into practice what you previously acquired in the training course that inevitably needs to be supported with the right knowledge. There are many possibilities to learn how to move safely, from the courses organized by the Alpine Club, to the teachings of mountain guides, the mountain professionals figure.

2) You practice with the “tools of the trade” (you do not need so many objects to start, in this regard look at the article on the material at this link). You learn to wear crampons and then get familiar with the latter, it is not difficult, but I challenge you to finish the trip without a few holes in the pants at the ankles, the first times you often stumble. Rather, pay particular attention not to step on the rope with sharp points, for pants patience, but the rope is better to keep it intact!

3) Test your body to the effect of the altitude. This aspect is very subjective, everyone reacts in his own way: it does not matter so much whether you are athletically trained or not, it is a variable aspect from person to person, unless you are acclimatized a little bit in the previous days. In fact, during the previous weeks it is recommended to make some excursions above 2500/3000, in this way the body stores the altitude and the impact with the fateful wall of 4000 meters is certainly softer.

Ok, the sermon is over, go to … Mountain!

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